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Mario Ricotta

Bibliografia Mussomelese: Mario Ricotta alla Fiera del Libro

Presentazione · Maggio 2007

Presentazione di Francesco Paolo Amico per «Bibliografia Mussomelese», Fiera del Libro di Torino


«Bibliografia Mussomelese — scrittori, poeti, letterati, storici, studiosi, ricercatori, artisti di Mussomeli» è la rassegna con cui il paese ha portato i suoi autori alla Fiera del Libro di Torino. La parte dedicata a Mario Ricotta, curata da Francesco Paolo Amico, è raccolta in queste diapositive: le copertine dei volumi, le date, le testimonianze.

Le schede ripercorrono il teatro — «Teatro» (La bottega all’angolo, Inferno e paradiso, Interminabile, Fantasmi, Gli immortali, L’orma), Pellicanolibri, Roma 1989; «Ancora Teatro», Terzo Millennio, Caltanissetta 2004 — e ricordano che nel dicembre del 1989 «La bottega all’angolo» andò in scena in prima nazionale, a Palermo, con la cooperativa «Teatro nuovo».

Per la narrativa: «Racconti neri e grotteschi», Pellicanolibri, Roma 1996. E una diapositiva avverte che nel cassetto restano altri racconti e altre opere teatrali — Scena incantata, Maschere, I testimoni, Sua Eccellenza, Uno strano delitto, Suoni dall’ultima galassia, Gloria e morte.

Una scheda è dedicata al libro che Salvatore Falzone mise insieme raccogliendo tutte le testimonianze di critici e ammiratori, anche inedite: «Intorno a Mario Ricotta».

Un’altra elenca chi di lui ha scritto e parlato: poeti e scrittori come Cesare Sermenghi, Dario Bellezza, Dante Maffia, Enzo Russo, Beppe Costa e Tonino Calà; docenti universitari come Renato Tomasino, critico teatrale e professore di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Palermo, Luigi Reina, professore di Storia della Letteratura Italiana all’Università di Salerno, Paolo Polizzi, professore di Filosofia Teoretica all’Università di Palermo; critici teatrali e letterari come Guido Valdini, Safal, Francesco Piga, Arturo Grassi, Nic Giaramita, Salvatore Ferlita e Michele Morreale; giornalisti-scrittori come Salvatore Scalia e Roberto Mistretta; teologi come don Massimo Naro e don Giuseppe Bellia; uomini dello spettacolo come Roberto Burgio, regista e attore, e Francesco P. Antinori, regista e critico.

Una diapositiva riporta per intero una lettera di Beppe Costa, Roma, 21 settembre 1992: «Ho detto già in passato ciò che penso delle tue opere, sono di notevole originalità… Ciò che racconti è vivo, eccezionale, invadente…»

La parte finale è tutta per «La mia santità»: il libro autobiografico — con la prefazione di Donatella Meliadò e, nella seconda edizione, il saggio introduttivo di Dante Maffia — in cui l’autore descrive la vita dentro un Seminario, fatta di speranze, desideri, dubbi, delusioni e realizzazioni, e in cui individua in un diario scomparso il filo conduttore dei ricordi. «La mia santità mette in discussione un modo di intendere la religiosità, scagliandosi contro un certo modo di intendere la Chiesa», annota Roberto Mistretta. Chiude la rassegna dell’articolo di Tonino Calà su la Repubblica-Palermo del 12 luglio 2005, «Quando il tempo è senza la morte».

Le diapositive