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Mario Ricotta

Il certificato medico

Cronaca · 17 Giugno 1997

La Sicilia, martedì 17 giugno 1997


Nel giugno del 1997 il medico di famiglia di Mussomeli si trovò dentro una vicenda giudiziaria che non era sua. Aveva firmato un certificato per un paziente, l’ex vicesindaco Salvatore Scannella, che per quel certificato non si era presentato a un’udienza preliminare. La parte offesa sostenne che l’imputato quel giorno stava benissimo, e denunciò il paziente e i due medici per falso ideologico in certificazione medica.

— Nei guai l’ex vicesindaco e due medici —

«L’imputato non era malato ma al bar», nuove denunce a Mussomeli.

«Ma quale ammalato… La mattina l’ho visto al bar “Due Palme” a prendere il caffè, poco dopo si è fermato a parlare con alcuni carabinieri del Radiomobile e nel pomeriggio era regolarmente allo studio, così come accertato dai militari dell’Arma». È Nazzareno Genco Russo, denuncia l’ex vice sindaco di Mussomeli Salvatore Scannella, ipotizzando che quest’ultimo abbia commesso il reato di falso ideologico in certificazione medica in concorso con due medici. Ha avuto un clamoroso seguito, dunque, l’episodio di mercoledì dinanzi al Gup, dott. Daniela Tornesi, dove era prevista l’udienza preliminare contro Scannella, la moglie, Enza Luvaro, e gli edicolanti Vincenzo Consiglio e Marianna Giardini, accusati di abuso d’ufficio a fini patrimoniali in concorso.

Come si ricorderà, il difensore di Scannella aveva presentato certificato medico del dott. Ricotta al Gup, chiedendo il rinvio dell’udienza perché il proprio assistito era ammalato. Però era intervenuto Genco Russo — assistito dall’avv. Giacomo Ventura — che come parte offesa aveva affermato: «Ma quali problemi di salute… L’ho visto in giro proprio oggi». Il Gup, quindi, su richiesta del Pm Antonio Patti, inviò a casa dell’imputato assente la dott. Pardi, medico fiscale, che confermò la diagnosi: laringite con stato febbrile che gli impediva di presenziare all’udienza. L’udienza, quindi, era stata rinviata all’8 ottobre.

Rientrato a Mussomeli, però, Genco Russo avrebbe visto Scannella al bar e poi mentre andava nel suo studio. A quel punto l’edicolante ha chiamato i carabinieri per far constatare la presenza di Scannella in ufficio, e quindi si è presentato alla stazione dei carabinieri di Mussomeli a denunciare il fatto e, chiamando come testimoni il maresciallo Giuseppe My e dei carabinieri del Radiomobile che parlarono con l’ex vice sindaco la mattina dell’udienza, adesso chiede che Scannella venga sottoposto a visita collegiale presso l’ospedale militare di Palermo per accertare la veridicità delle diagnosi fatte dai due medici.

— «Quel certificato medico di Mussomeli è veritiero» · La Sicilia, martedì 17 giugno 1997 —

MUSSOMELI — Sulla vicenda giudiziaria che nei giorni scorsi ha visto protagonista l’ex vicesindaco Totuccio Scannella, accusato dal rivenditore Nazareno Genco Russo di non avere presenziato di proposito all’udienza fissata dal Gup mercoledì scorso, sostenendo di essere ammalato, interviene il dott. Mario Ricotta, medico curante dell’ex amministratore comunale, che ha redatto il certificato medico che Scannella aveva fatto pervenire al Gup.

Dice Ricotta: «Rifarei esattamente quello che ho fatto. Ho visitato il mio paziente la settimana precedente e stava male, presentava placche alla gola e la febbre ha raggiunto anche i 39 gradi. Ho somministrato degli sfebbranti e degli antibiotici, ma Scannella non è stato un buon paziente e, preoccupato delle immediate scadenze dei suoi clienti (di professione fa il commercialista), usciva di casa per andare allo studio. Il suo stato di salute è rimasto precario sino al giorno dell’udienza preliminare, quando l’ho nuovamente visitato ed ho riscontrato che non era guarito — dice ancora il medico — Queste dichiarazioni le ho rese ai carabinieri. C’è da aggiungere che il medico fiscale inviato dal tribunale, la dottoressa Pardi, è stata affiancata nella visita da altri due colleghi, i dott. Orlando e Belfiore, che hanno accertato lo stato di malattia. Come medico avevo consigliato a Scannella di non uscire, considerato il suo stato di salute; tuttavia, tenuto conto dei suoi impegni impellenti, non ho avuto da ridire quando si recava allo studio, da dove, in caso di aggravamento, poteva agevolmente raggiungere casa sua».

«Tale precisazione — conclude il dott. Ricotta — va fatta perché come medico ho compiuto soltanto il mio dovere di sanitario e lo rifarei di nuovo».

Roberto Mistretta

I ritagli