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Mario Ricotta

Non ditemi più nulla

Poesia

Dall’antologia «Contrappunti perversi», a cura di Beppe Costa, introduzione di Luigi Reina, Pellicanolibri (pp. 178-179)


Non ditemi più nulla;

è come se mi uccideste di nuovo.

Sono da tempo già morto

prima che il sole nascesse.

Eppure sono rimasto in perenne tramonto,

solo come canna al vento,

alba di comparse e di scomparse.

Non ditemi che sono stanco;

lo sono da tempo, e non conto

i minuti che rompono la mente

e non odo questa voce lontana

quasi un sussurro che emerge dal nulla.

Non ha corazza di vento questa vita

che pure non dorme né sogna

e guarda un informe lontano

come pietra smemorata dal tempo.

Non ditemi più nulla

in attimi carichi di musica nuova.

È come calpestare Dio

col piede immacolato del Santo,

è l’ipocrisia più sacrificata

che stringe la mano e la spezza.

È disperazione assoluta

del Dio abbandonato

che emette il gemito eterno.

Non contatemi più sulla terra,

non sono embrione

strappato da un seno di carne,

non sono pallida immagine

che si consuma nel tempo.

Non pugnalate questa volontà

che svanisce per sempre,

lentamente,

fiaccata del delirio delle notti.

Il manoscritto