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Mario Ricotta

Arte · Prefazione · 15 Aprile 1989

A Sabatino


La mostra

Personale al Centro d’Arte «Il Capitello»

Giuseppe Sabatino

Colori cupi e forme distorte: volti e cronache come pretesto per una riflessione sulla vita.

Pieghevole della mostra, Centro d’Arte «Il Capitello», Palermo, 15-27 aprile 1989

«Una insoddisfazione che soddisfa, un ossessivo quanto vano anelito, ad una libertà impossibile?»

Trionfo, tormento, vittoria ed esasperazione vi è nelle opere del Sabatino, una forte tensione, come una lotta col tempo per raggiungere la chiarezza e lo scopo. Colori cupi, a volte sminuzzati, sfilacciati, le forme abbozzate, distorte, allungate, ambigue rivelano la ricerca tormentosa di nuove forme, di nuovi canoni.

E se tratteggia impressioni del momento, volti incontrati, cronache apprese lo fa come pretesto per una sua riflessione sulla vita? Istantanee allungate nel gioco di espressioni-impressioni: è forse un tentativo di uscire dal carcere della esistenza — una smorfia, quasi un ghigno — una insoddisfazione che soddisfa, un ossessivo quanto vano anelito, ad una libertà impossibile?

Mario Ricotta


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