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Mario Ricotta

Poesia · Recensione

Dubbi e assilli filosofici nella poesia di Tonino Calà


Il libro

Canti dell’alba

Tonino Calà

Una raccolta di versi sospesa fra il dubbio e la ragione.

Ritaglio di giornale

«È la mistica della ragione quella di Tonino Calà. La ragione come sentimento o il sentimento della ragione.»

Tra il dubbio e la ragione sta sospesa la filosofia della poesia di Tonino Calà, «Canti dell’alba» (pubblicato da Edizioni Progetto Cultura, 96 pagine, 10 euro), autore assorto nella contemplazione del mistero e dell’infinito. Vi è quasi una religiosità della solitudine come una necessità biologica, inesorabile come il peccato originale che pesa sull’umanità. Una religiosità che sfuma in pulsioni indefinite, in rivoli sotterranei, oscuri e per certi versi contraddittori. Ma è nella natura umana la contraddizione e forse la dissociazione. Una religiosità sensuale, peccaminosa, ingombrante e atea nello stesso tempo.

Il concetto spazio-tempo è rarefatto, quasi assente, eppure inesplicabile «nell’aria che non ritorna», «inginocchiata su cento mattonelle… / nella calura agostana». Nei versi di Calà ci sono tutti i temi dell’incomunicabilità, del disagio, della solitudine, dell’angoscia. Il silenzio della morte è in funzione della vita, le illusioni e i sogni di chi è agli albori della vita si integrano con le nostalgie dei ricordi di un passato agreste. La vita è un incubo perché «siamo morti prima di morire» nei gesti inutili quotidiani, nelle ipocrisie, nelle prigionie psicologiche.

Allora bisogna «trovare il cielo oltre le sbarre», «anelare alla vera libertà da me stesso», «irretito nelle verità filosofiche», «ragiono privo di ragioni», «stordito da tanto sentimento» e raggiungere la contemplazione perfetta, allucinante. Un caleidoscopio di immagini, di sensazioni, di visioni quasi mistiche. È la mistica della ragione quella di Tonino Calà. La ragione come sentimento o il sentimento della ragione. Per cui è possibile una poesia di domande, di assilli filosofici e la ragione permeata, impregnata di emozioni, diventa solo un pretesto.

Mario Ricotta


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