Poesia · Prefazione
Prefazione a «Oltre la cortina»
Il libro
Oltre la cortina
Aldo Alboino
Versi di natura e di stagioni, fra illusione e disillusione.
pp. 5-6
«Siamo, vogliamo essere irrimediabilmente umani»: una poesia di speranza che racconta il dolore senza crogiolarvisi.
Sorprende la vena poetica di Aldo Alboino e ci trasmette sensazioni immediate in immagini fosforescenti ma misurate, in colorate descrizioni di nature vive o istanti sognanti. (Vedi «Vera illusione» o «Autunno»).
Nelle sue poesie vibra un animo di fanciullo irrequieto che si illude e si disillude, che sa di vivere e si scopre di non essere vissuto, ma pur tra tante contraddizioni esprime un amore intenso alla vita, vuol vivere.
Il lettore attento può cogliervi limpidi sguarci di natura, aspetti idilliaci e scene di incanto, serene, fresche, vive. (Così come in «Paesaggio di fantasia»: Mattino di rugiada — nel giocoso e pur silenzioso — cinquettio degli uccelli — Dolce riposo. O ancora in «Autunno»… Uno scoiattolo, — nel fitto degli alberi mi guarda, — diluendosi nel mio stesso sguardo).
L’Autore si stupisce nell’ammirazione dell’alternarsi di giorni e di notti, nell’avvicendarsi delle stagioni in una altalena magica, in un tempo senza tempo e pur tuttavia definito da alberi, paesaggi primaverili, notti lunari, rossi tramonti, disteso mare d’Agosto, lieve pioggia, rumore di secche foglie… Piccole ma intense sensazioni che quasi per incanto si dissolvono in improvvise illuminazioni o svaniscono in crepuscoli misteriosi come «Sotto un rosso tramonto» o «come l’aria fresca — di un mattino di primavera».
Versi trasparenti e melodiosi ad un tempo come la brina, o in attesa costante della grandine che non viene ma si annuncia, versi scanditi a volte da un certo giuoco musicale, o a volte dal ritmo squillante esuberante, costruito dalla ricerca della parola. Eppure l’autore costantemente si sofferma sui momenti di transizione tra il giorno e la notte, nascondendovi l’inquietudine e la contraddizione, l’inevitabile contraddizione dell’uomo.
È una poesia di speranza, che se pure racconta il dolore, non si crogiola in esso.
La speranza e il desiderio sono ancora possibili così come in «Distorsioni» (Non paura si presenta — ma forte desiderio di «vita». — Scopro di non essere vissuto). Speranza e desiderio per un verso, paura per altro verso.
Dalla problematica esistenziale dell’essere si passa alla considerazione dei mali dell’ingiustizia sociale, dal male intimo per eccellenza che è la paura si sfocia nel desiderio-bisogno di vivere pur nondimeno. La sofferenza-vita, il dolore-movimento. Sempre la contraddizione.
«Ma per tutti noi l’alba si confonde con il rosso tramonto della viltà» in Souvenir Siciliano… o quando le tenebre del calar della notte profonda… Il vivo colore del sole nel rimpianto nascosto del cuore. — Cade il teschio dal corpo vivente… luccica la lucciola nel calar della notte profonda.
In tale direttiva vogliamo comprendere la poesia di Alboino, interpretandone i sentimenti e le amarezze, le sconfitte e le illusioni nella dinamica dell’esistenza, nell’imprevedibile, sul piano dell’umanità imperfetta e pur grande, peccatrice e vittoriosa, conflittualizzata e vitale. In quest’ottica noi ci sentiamo imperfetti e limitati, ma profondamente umani e sentiamo vibrare ancora emozioni che la natura ci libera, che forse avevamo dimenticato, che vogliamo recuperare nell’era della tecnica globale, la nostra era.
Siamo, vogliamo essere irrimediabilmente umani.
Mario Ricotta