Cosimo Damiano Damato
Prefazione
Racconti civili
Racconti antifascisti e civili. Finestre spalancate su giardini velati dove finalmente guardare quell’albero crescere. Un albero con braccia aperte verso il cielo, il mondo, il mare, l’umanità. Racconti imperfetti perché imperfetta è la vita, a volte ingiusta, feroce, cieca. Si può raccontare storie minime, silenziose, dimenticate, si devono raccontare per farne un grido, un eco, quella che Don Ciotti chiamerebbe “la dolce pedata di Dio”.
C’è una umanità che resiste, lotta, mette il proprio corpo, la voce, la libertà per la giustizia sociale, il rispetto dell’uomo. Più che racconti imperfetti sono racconti fraterni, racconti di speranza laddove la letteratura è fibra viva e dona senso al ruolo dell’intellettuale.
I poeti possono diceva Anna Achmatova. I poeti devono, i poeti guardano, i poeti riconoscono, i poeti sentono, i poeti sanno, i poeti curano. I poeti hanno sulle loro spalle e nelle loro mani tutto il peso ed il rumore del mondo. Sono racconti che hanno proprietà di presidio medico, necessari a riconoscere l’altro, ad andare incontro ad ogni diversità senza paure.
La ricchezza di una storia forse accaduta, forse ascoltata, forse inventata, forse rubata, forse sognata, forse scordata, forse perduta, forse ritrovata. Storie imperfette magiche e maldette, storie a Sud del Sud di beniana memoria. Storie per svegliarsi, storie per manifestare, storie per scoprire altre storie, altri libri, altre vite, altri vissuti, altre stagioni, altri orrori, altre verità. Storie del Novecento, Storie del nuovo millennio, storie del tempo immobile, storie cantate, storie che trafiggono, affondano, sprofondano. Storie che vengono dal mare perché tutto dal mare è arrivato. Religioni, libri, uomini e umanità.
«Il ritrovamento», «Il piccolo profugo» e «Suicidio del carcerato» sono tre fotografie da attaccare in quella galleria del dolore. Storie che hanno nomi e cognomi, storie da leggere a voce alta in mezzo al mare, in una piazza. Storie da ululare di notte aspettando che cambi la luna.


