- Forma
- Teatro
- Stato
- Inedito
Inedito
Teatro nuovo
Teatro · Inedito
Raccolta di testi per la scena, in preparazione: quattro drammi ancora inediti, tre dei quali di teatro dell’assurdo.
Di cosa parla
Quattro testi per la scena che l’autore raccoglie in un volume in preparazione, «Teatro nuovo»: «L’arcivescovo», «Forse questa è la fine», «Il sogno», «I morti immortali».
Tre dei quattro — «Forse questa è la fine», «Il sogno», «I morti immortali» — sono teatro dell’assurdo, il genere in cui Mario Ricotta dice di riconoscersi come autore. Di questi rifiuta di dare una sinossi, e spiega perché: «Impossibile una sinossi. Si tratta di teatro dell’assurdo. Teatro di emozione». Non raccontano una vicenda che si possa riassumere in due righe.
Fa eccezione «L’arcivescovo», l’unico che l’autore non colloca nel teatro dell’assurdo. È l’ultima parte della vita di un arcivescovo siciliano che ha dovuto fare i conti con la mafia e con l’ostilità di una parte del suo stesso mondo: fedeli, preti e altri vescovi dell’isola.
Nella sinossi l’autore elenca i fatti su cui il dramma è costruito e li dichiara realmente accaduti: la croce strappata dal petto dai fedeli; una lettera anonima e minacciosa da parte di alcuni preti; l’aggressione, anche fisica, da parte del «discusso» arcivescovo precedente, monsignor Cassisa; infine la morte. Scrive che i fatti narrati, per quanto passati attraverso la forma teatrale e letteraria, sono reali.
Per «L’arcivescovo» una compagnia teatrale di Palermo si è detta disponibile alla messa in scena, se si troveranno i fondi.
Hanno scritto di quest’opera
Le critiche
Nessuna critica inserita per quest’opera.